5° Convegno internazionale "Id-entità mediterranee: Psicoanalisi e luoghi dei traumi sociali", Lecce, sabato, 22. ottobre 2016

A cento anni dalla pubblicazione delle "Considerazioni attuali sulla guerra e la morte" di Freud, il trauma sociale pone la nostra cultura a contatto con i disastri collettivi per mano dell'uomo ("man made disasters") di fronte ai quali ci facciamo sempre la stessa domanda: "come è possibile che si ripetano nonostante tutto?". Inoltre, la dimensione collettiva in cui essi avvengono pone alle vittime spesso la scelta tra la cospirazione del silenzio e la solitudine, da una parte, e il bisogno di una qualche testimonianza, dall'altra, che però deve avere delle condizioni socio-politiche fertili per poter essere trasmessa e accolta. Nel convocare ogni due anni il mondo della psicoanalisi intorno a simili temi attinenti alle "Id-entità Mediterranee", abbiamo in questa quinta edizione invitato, tra gli altri, due illustri psicoanaliste: Anna Sabatini Scalmati (Roma) e Maria Patrizia Salatiello (Palermo). Anna Sabatini Scalmati, psicoanalista di Roma, tratterà del trauma sociale dal punto di vista psicoanalitico, riflettendo su come sulle spalle dell'Occidente, ora consapevole delle stragi terroristiche, pesi un lutto non elaborato, non elaborato proprio perché macroscopico (come portare un lutto per milioni di assassinati?).

Maria Patrizia Salatiello, neuropsichiatra infantile e docente all'Università di Palermo, porterà la sua esperienza di consultazione clinica con bambini vittime di traumi da guerra a Gaza.

Incontrare l’altro, l’estraneo sconosciuto e inquietante, dentro di noi o impersonato dal mondo umano in cui siamo immersi, è il nucleo del pensiero e del lavoro psicoanalitico, ma è anche il destino di chi si sradica dalle proprie origini per affrontare una realtà nuova che parla una lingua incomprensibile, esprime una cultura diversa, si appoggia a tradizioni proprie.
Una tavola rotonda è dedicata al tema di grande rilevanza sociale delle problematiche che i rifugiati si trovano ad affrontare nei loro processi di crescita e di costruzione dei legami e dell’identità: l’incontro fra due o più culture, lingue e tradizioni, comporta una enorme complessità che può dar luogo a stati di profonda sofferenza ma anche stimolare le potenzialità integrative e creative di cui è dotata ogni personalità.
La giornata si concluderà con un intervento di Vito Calabrese sulla possibilità che per la vittima o i suoi parenti sia possibile, oltre che il tener vivo il ricordo socialmente condiviso del trauma sociale, anche la possibilità del perdono e della eventuale riconciliazione con il perpetratore.

sabato, 22. ottobre 2016, Lecce, 5° Convegno internazionale "Id-entità mediterranee: Psicoanalisi e luoghi dei traumi sociali"

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